Centro sportivo, Revò

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L’impatto con il luogo  molto forte: la vista sulla vallata (Revò viene ricordato come il balcone d’Anaunia) con il suo paesaggio disegnato da un uso consapevole, che mostra  un territorio in cui la vocazione agricola costituisce il motore di rapporti economici, sociali e culturali. Il sito di progetto, con la sua dotazione di impianti scolastici e sportivi si colloca con evidenza nel contesto. Da un alto l’abitato di Revò, dall’altro la campagna. Il progetto di riqualificazione vuole incidere su questo dato sensibile. Da un lato persegue la riorganizzazione tecnica e funzionale delle strutture, dall’altro pone l’attenzione al suo inserimento nel contesto paesistico. L’atto fondativo originario del centro sportivo, costituito dalla realizzazione del terrapieno, viene in questo progetto sviluppato, attribuendo alla struttura degli spogliatoi e delle sopra stanti tribune la funzione di completare in termini volumetrici questo limite, punto di rapporto tra la struttura sportiva e il paesaggio. Il disegno proposto introduce con un semplice arco una linea morbida evocativa del contesto ma anche capace di attribuire visibilità al complesso stesso. La visibilità ricercata per potenziare la funzione del centro nel rapporto con la comunità di Revò e della valle. Il posizionamento degli spogliatoi risponde ai seguenti requisiti funzionali:
vicinanza all’accessibilità viaria principale che lega il complesso scolastico e sportivo con l’abitato;
prossimità con l’area prevista per la realizzazione dei parcheggi previsti dall’amministrazione.
L’intervento progettato affronta principalmente il rapporto tra il sistema del centro sportivo il contesto più ampio della territorio di Revò. Il comparto di servizi scolastici e dei sportivi comunali  costituisce nell’ambito territoriale dell’abitato un area a servizio del cittadino, che porta gli abitanti del comune ad avere un plesso polivalente sia a livello sportivo sia a livello istituzionale.
anno:    2010
cliente:     Comune di Revò
team:
progettisti    Fabrizio Guccione, Massimo Porricelli, Andros Atzeni, Mirko Noris